Sezione A – “Silloge inedita”

Le letture e le note critiche dei vincitori e dei segnalati della sezione A – “Silloge inedita” del premio di poesia Renato Giorgi, XXVI edizione – anno 2020


Primo classificato, sezione A “Silloge inedita”DAVIDE CASTIGLIONE con “La parzialità dei molti“.
Nota critica di Loredana Alberti Siniscalchi

C’è, in questa silloge, una messa in scena, inquieta ma razionale, trepida ma alquanto cattiva, di un mondo di “condannati”, vaganti in un inferno, luogo se non di punizione, di condanna: a che? Alla vita, a vivere la vita o riviverla in azioni, immagini filmiche felliniane. Fra la teoria de “Le irriducibili”, non tanto catalogo esausto quanto onde che si rifrangono calme o colpite dal vento, l’uscire di quinta della tessitrice di cuscini, la derelitta casalinga con il ferro a muso in giù, i personaggi femminili emergono soli, desolati. L’autore non ne salva alcuna. […]
Ma, alla fine, in ogni parola scritta, in ogni dolore patito e filtrato, in ogni temuto più che voluto contrasto con l’essenza del vivere e morire, vince la Poesia alta.

Estratto dalla nota critica di Lorendana Alberti Siniscalchi, pubblicata sul numero 78 de “Le Voci della Luna”


Secondo classificato, sezione A “Silloge Inedita” LORENZO BERTINI con “Coro del pianeta dominante“.
Nota critica di Martina Campi.


Terzo classificato, sezione A “Silloge Inedita” ROBERTO MARCONI con “Tutte le acque passate“.
Nota critica di Roberto Batisti.


Segnalato, sezione A “Silloge Inedita” LUCA CHIAREI con “Ho preso nota“.
Nota critica di Lorenzo Mari


Segnalata, sezione A “Silloge Inedita” ROSANNA GAMBARARA con “Piccole storie senza storia“.
Nota critica di Daniela Maurizi

Cosa accade quando la Grande Storia, il resoconto di eventi e accadimenti di una cultura e di un popolo, tralascia particolari essenziali di bisogni ed emozioni delle masse sconosciute di individui che vi sono entrate e poi  scomparse?  Quale storia dobbiamo raccontarci per comprendere la nostra vita, fatta di legami e relazioni? Attorno a queste domande si snoda la raccolta poetica di Gambarara Piccole storie senza storia, cinquantaquattro istantanee di un mondo scomparso, storie di vita fermate spesso da un attimo in cui, per parafrasare Anedda, la vita gira la chiave: sono piccole ma definitive curve delle anonime esistenze di una collettività  contadina che affiorano  nel racconto e nella lingua della poetessa.

Estratto della nota critica di Daniela Maurizi , pubblicata sul numero 78 de “Le Voci della Luna”


Segnalato, sezione A “Silloge Inedita” DAVIDE VALECCHI con “La strada del nutrimento.
Nota critica di Loredana Magazzeni

Il titolo della bella raccolta di Davide Valecchi, La strada del nutrimento, ci offre su un piatto d’argento precise indicazioni su dove cercare il punto sorgivo di una poesia che ha al suo centro la cura, l’attenzione, l’ascolto e il contatto con una natura intima e ritrovata. “Nutrimento” è infatti parola che indica quel bisogno della persona umana di assicurare vita al proprio corpo e alla propria mente, vita materiale e psichica, fisica e intellettuale, in accordo profondo con la nostra essenza. Attraverso il dialogo che intreccia con i lettori, Valecchi ci conduce lentamente come per un sentiero poco praticato, un sentiero perso fra l’erba, a ritrovare pietre di paragone della sua (e della nostra) vita: una casa, un albero, un campo, una «curva dismessa / separata dal percorso abituale». Certo, per essere aperti all’ascolto e alla visione occorre camminare lentamente e soprattutto «occorre abituare gli occhi / alle incisioni del vento / rimanendo immobili / per il tempo necessario». Immobilità che è il contrario della fretta, ed è la condizione primaria della concentrazione interiore.

Dalla nota critica di Loredana Magazzeni, pubblicata sul numero 78 de “Le Voci della Luna”

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